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INDIRIZZO PEDAGOGICO – DIDATTICO B

CORSI BIENNIO DI SPECIALIZZAZIONE

ANNO ACCADEMICO 2017-2018

INDIRIZZO PEDAGOGICO – DIDATTICO

Piano di studi (Anno B)

Docente ECTS Ore/sett
Pedagogia della religione A. Marrone 4 2  vedi
Psicologia della religione M. Fadda 4 2  vedi
Teoria della scuola e legislazione Scolastica M.G. Pau 2 1  vedi
Metodologia e didattica dell‟IRC – Tirocinio M.G. Pau 6 1  vedi
R. Piredda
Antropologia culturale e della Religione E. Melis 4 2  vedi
Liturgia e Tradizioni storico-artistiche C. Pillai 4 2  vedi
S.  Sedda
F. Trudu
Sociologia della religione e della chiesa locale M. Deidda 4 2  vedi
Teologia morale: La formazione della coscienza cristiana F. Maceri 4 2  vedi
Teologia: teologia del laicato M. Pettinau 4 2  vedi
Tecniche e dinamiche di gruppo M. Del Zompo 2 1  vedi
Storia delle religioni II E. Melis 4 2  vedi
Storia della chiesa sarda antica e medievale D. Artizzu 4 2  vedi
Storia della chiesa sarda moderna e contemporanea G. Puddu 4 2  vedi
Confronto testi di Teologia biblica A. Secci 2 1  vedi
Lingua inglese A. Oppo 0 2  vedi
Convegno/Giornata interdisciplinare (solo I anno) 2    vedi
Tesi specialistica (solo II anno) 16    vedi

Pedagogia della Religione

Pedagogia della Religione

(Prof. Andrea Marrone) ECTS 4 – 2 ore I sem.)

 

Riflessione sulla deriva educativa contemporanea. I sintomi dello smarrimento e i tratti di questa emergenza. Genesi storica e filosofica del nichilismo. Parabola della dissociazione tra persona e realtà: dalla torsione prospettica cartesiana al di- sfacimento dell’Io. Ambiguità della retorica scettica e corollari pedagogici. Il relativismo come causa della spersonalizzazione e dell’omologazione. La divinizzazione del piacere nel nichilismo gaio e suoi esiti: noia e rinuncia alla felicità. Il vincolo indissolubile tra pedagogia e antropologia filosofica. La persona come affermazione e ricerca di senso. L’insopprimibile domanda umana e razionale di significato. Inevitabile religiosità della pedagogia. Storia, caratteri ed originalità della pedagogia cattolica. Il confronto con il positivismo come paradigma. Attualità del pensiero e delle opere di alcuni esponenti della pedagogia spiritualista tra Otto e Novecento: Giuseppe Allievo, Augusto Conti, Fèlix Dupanloup, Martin Gillet. Tornare a scommettere sull’educazione: difficoltà e necessità. In cammino verso la felicità e la libertà. Ottimismo e speranza. Rischio, amicizia e testimonianza.

 

Bibliografia: G. CHIOSSO, I significati dell’educazione: teorie pedagogiche e della formazione contemporanee, Mondadori, Milano 2009; F. NUVOLI, Educare tra il nulla e la speranza, Cusl, Cagliari 2013; A. MARRONE, La pedagogia cattolica nel secondo Ottocento, Edizioni Studium, Roma 2016.

Ulteriore bibliografia sarà indicata durante il Corso.

Psicologia della Religione

Psicologia della Religione

(Prof. M. Fadda) (ECTS 4 – 2 ore II sem.)

 

Il Corso intende proporre un’introduzione agli elementi di base della Psicologia della Religione e della Spiritualità. Oltre a delineare, dal punto di vista storico, i rapporti tra le discipline psicologiche, la religione e la teologia, si studieranno le peculiarità dell’indagine psicologica, con le sue impostazioni e metodi specifici, in riferimento al contenuto della religione, alle cause del fenomeno religioso e ai suoi effetti di ordine psicologico, culturale e sociale. Si affronteranno inoltre le seguenti aree tematiche: esperienza di fede e psicologia; che cos’è la religione?; critica di Freud alla religione; psicogenesi della vita di fede; sviluppo morale e religiosità; psicologia della religione tra scienze, religioni e teologia; Antropologia della Voca- zione Cristiana; psicologia pastorale e pastoral counseling; temi particolari: la conversione religiosa, il fanatismo religioso, mistica e riflessione psicologica, maturità/immaturità nell’esperienza di fede, senso di colpa.

 

Bibliografia: P. CIOTTI- M. DIANA, Psicologia e religione. Modelli, problemi, prospettive, EDB, Bologna 2005; G. CUCCI, Esperienza religiosa e psicologia, La Civiltà Cattolica-ELLEDICI, Roma–Torino 2009; A. CENCINI-A. MANENTI, Psicologia e teologia, EDB, Bologna 2015;   A. RIZZUTO, La nascita del Dio vivente. Studio psicoanalitico, Borla, Roma 1994; G. CUCCI, La maturità dell’esperienza di fede, La Civiltà Cattolica-ELLEDICI, Roma-Torino 2010; H. ZOLLNER, “Psicologia della religione”, in A. Melloni (a cura di), Dizionario del sapere storico- religioso del Novecento, Il Mulino, Bologna 2010, Volume II, pp. 1233-1245; G. MILANE- SI-M. ALETTI, Psicologia della religione, Leumann-ELLEDICI, Torino 1973.

Teoria della scuola e legislazione scolastica

Teoria della scuola e legislazione scolastica

(Prof.ssa Maria Grazia Pau) (ECTS 2 – 1 ora II sem.)

 

Il Corso di Teoria della Scuola e Legislazione scolastica intende delineare prima di tutto l’identità della Scuola alla luce dell’evoluzione normativa del sistema scola- stico italiano anche nell’orizzonte europeo; pertanto raggruppa una grande quantità di disposizioni di varia natura, riguardanti la Scuola in quanto istituzione dello Stato e tutte quelle fonti di diritto che la amministrano.

Si procederà alla distinzione delle Fonti primarie rispetto alle Fonti Secondarie e derivate, così da comprendere come la scuola statale appartiene alla pubblica amministrazione e pertanto è governata non solo da leggi ma anche da disposizioni amministrative provenienti dai vari ministeri, dalle numerose sentenze che la magistratura emette nell’esercizio del potere giudiziario a controllo della legittima applicazione delle leggi stesse.

Per coloro che  frequentano l‟indirizzo  pedagogico-didattico la conoscenza  della legislazione è patrimonio imprescindibile della professione docente, per cui è importante conoscere con sicurezza le principali leggi che regolano il sistema scolastico italiano nella Repubblica, relativamente anche alla presenza dell‟insegnamento della Religione Cattolica e i relativi strumenti giuridici che ne regolano la legittimità e la coerenza nelle finalità della scuola oggi in Italia in quato Paese membro della Comunità Europea.

 

Contenuti:

  1. Le fonti della legislazione scolastica: le fonti primarie e le fonti secondarie o derivate.
  2. La scuola nella nuova Costituzione del titolo V e nell’ordinamento della Re pubblica
  3. Le innovazioni nel nuovo sistema educativo scolastico italiano e nell‟orizzonte europeo: linee

 

  1. La legge 107/2015 e i relativi Decreti attuativi pubblicati in Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2017, 112, supplemento ordinario numero 23.
  2. Le Nuove Indicazioni Nazionali e lettura guidata ai Traguardi per lo sviluppo delle Competenze per l‟IRC.
  3. L‟organizzazione amministrativa della pubblica
  4. Il PTOF, il RAV, il Modello nazionale (2017) per la certificazione delle competenze.
  5. L‟IRC in Italia oggi (= breve excursus storico): il nuovo
  6. La nuova identità della funzione docente relativamente anche alla figura del docente di Religione

 

Bibliografia: la bibliografia sarà specificata durante il Corso con indicazioni sitografiche ufficiali, per quanto riguarda le fonti legislative ministeriali. Saranno fornite le Dispense e percorsi in ppt.

Metodologia e didattica dell’IRC – Tirocinio

Metodologia e didattica dell’IRC – Tirocinio

(Proff. Maria Grazia Pau – Roberto Piredda) (ECTS 6 – 2 ora I sem.)

 

Natura e Finalità

Il Tirocinio per l’IRC si realizza mediante un’esperienza formativa integrata e finalizzata all’esercizio della professione docente da realizzarsi direttamente in aula con la guida di un Tutor (docente di IRC di ruolo) assegnato in una determinata Istituzione Scolastica con la quale si è proceduto a siglare una Convenzione.

Il  Tirocinio  prevede  una  prima  fase  teorica  comprendente  un’analisi  della scuola in tutte le sue componenti, e che veda l’inserimento dell‟IRC nel PTOF.

La seconda fase è caratterizzata dall’esperienza di laboratorio finalizzato alla elaborazione di brevi itinerari didattici utilizzando le Nuove Indicazioni Nazionali alla luce dei Traguardi e delle Competenze per l’IRC e sottoponendosi alla realizzazione pratica in aula con l’aiuto del Tutor, procedendo successivamente a codifi- carne e descriverne i passaggi e una valutazione sintetica.

 

Contenuti

Prima fase teorica o indiretta (50 ore): presentazione della realtà scolastica nelle sue più recenti innovazioni e riforme e la presenza dell’IRC nelle finalità della Scuola. La programmazione educativa e la progettazione di UA finalizzate alla messa in pratica in aula, tendente al consolidamento di conoscenze e competenze professionali, in considerazione di un circoscritto ordine, grado e indirizzo di scuola.

Seconda fase pratica o diretta (100 ore): il Tirocinio pratico-diretto comprende 100 ore da svolgersi direttamente in aula con l’accompagnamento di un Tutor, possibilmente anche con l’esperienza diretta di presenza ad altri momenti di vita collegiale della Scuola al fine di potenziare competenze di gestione degli alunni in prospettiva inclusiva.

Sintesi tra teoria e prassi, tra riflessione scientifica e esperienza della professione docente. Sviluppo delle capacità di riflessione e accrescimento delle competenze relative alla documentazione e alla elaborazione di progetti educativi, anche con l’aiuto del Tutor; acquisire uno stile educativo che tenga conto dei risvolti eti- ci nella professione docente.

 

Verifica

Si realizza mediante la redazione di un documento di sintesi dell’esperienza prati- ca o diretta di circa 10/15 cartelle dattiloscritte che preveda la narrazione oggetti- va di tutta l’esperienza tra cui la descrizione dell’Istituzione scolastica (contesto socio-culturale, dati essenziali degli alunni delle classi in cui si è svolta l’esperienza, funzionamento degli organi collegiali relativamente anche al PTOF), questa descrizione potrà contenere al termine anche riflessioni personali.

Descrizione di una eventuale progettazione annuale alla luce delle Nuove Indicazioni per l’IRC. Analisi e Valutazione di qualche libro di testo in adozione nella scuola. Considerazioni complessive circa la realizzazione delle UA progettate.

 

Valutazione

Avverrà secondo i cosiddetti “Descrittori di Dublino” al fine di accertare l’apprendimento incluse le competenze concretamente acquisite.

  • Conoscenza e capacità di comprensione
  • Conoscenza e capacità di comprensione applicate
  • Autonomia di giudizio
  • Abilità comunicative
  • Capacità di apprendere

 

Bibliografia: V. ANNICCHIARICO (a cura di), Il Tirocinio formativo attivo dell’insegnamento della Religione cattolica, Viverein, Roma 2014; G. BERTAGNA-G. SANDRONE BOSCARINO (a cura di), L’insegnamento della religione cattolica per la persona. Itinerari culturali e proposte didattiche per la formazione in servizio dei docenti di religione cattolica, Centro Ambrosiano, Milano 2009; S. CICA- TELLI, Prontuario giuridico IRC. Raccolta commentata delle norme che regolano l’IRC nelle scuole di ogni ordine e grado (Settima edizione aggiornata a sett. 2012), Queriniana, Brescia 2012; CONFERENZA  EPISCOPALE ITALIANA-SERVIZIO  NAZIONALE  PER  L‟IRC  (a  cura  di), L’insegnamento della religione risorsa per l’Europa. Atti della Ricerca del Consiglio delle Conferenze Episcopali  d’Europa,  ElleDiCi, Leumann-To  2008;  CONFERENZA   EPISCOPALE  ITALIANA-SERVIZIO NAZIONALE PER L‟IRC (a cura di), Nella Scuola a servizio della persona. La scelta per l’IRC, ElleDiCi, Leumann-To 2009; ISTITUTO DI CATECHETICA-UNIVERSITÁ  PONTIFICIA  SALESIANA-Z. TRENTI-C. PASTORE (a cura di), Insegnamento della religione cattolica: competenza e professionalità. Prontuario dell’insegnante di religione, ElleDiCi, Torino 2013. R. ROMIO-S. CICATELLI, Educare oggi. La Didattica ermeneutica esistenziale, ElleDiCi, 2017.

Saranno fornite le Dispense  e percorsi in ppt.

 

Antropologia culturale e della religione

Antropologia culturale e della religione

(Prof. Emanuele Melis) (ECTS 4 – 2 ore II sem.)

 

Il problema dell’identità.

Il Corso si propone di esaminare ed analizzare il tema dell’identità e del suo utilizzo in alcuni momenti della storia europea sia nel passato sia soprattutto, nel presente. Esistono davvero le etnie, le identità culturali con le loro inconfondibili radici, lo scontro fra culture dai valori inconciliabili di cui si sente tanto parlare oggi? La ricerca verrà condotta anche attraverso lo studio dell’immagine che si ha della Sardegna e attraverso la ricostruzione dei passaggi fondamentali grazie ai quali si è creata e si sta ancora creando l’attuale identità dell’isola. Per raggiungere questo scopo verranno presi in esame alcuni avvenimenti significativi della storia culturale isolana dall‟800 ad oggi, come le false Carte d’Arborea, il Codice Barba- ricino, l’interpretazione delle scoperte archeologiche fino alle recenti interpretazioni delle statue di Monte Prama e, in generale, l’uso identitario a cui sono sottoposti i dati archeologici, e verrà fatto il confronto con analoghi processi che han- no avuto come teatro sia la penisola italiana che alcune regioni europee.

 

Bibliografia: U. GALIMBERTI, I miti del nostro tempo, Feltrinelli Editore, Milano 2009; M. AIME, Eccessi di culture, Einaudi, Torino 2014; ID., Verdi tribù del Nord. La lega vista da un antropologo, Laterza, Roma-Bari 2012.

Dispense del professore.

Liturgia e Tradizioni storico-artistiche

Liturgia e Tradizioni storico-artistiche

(Proff. Carlo Pillai – Sandra Sedda – Fabio Trudu) (ECTS 4 – 2 ore I sem.)

 

Il Corso prende in esame il rapporto tra la fede cristiana, l’arte, la religiosità e pietà popolare. Particolare attenzione è riservata alle espressioni artistiche e rituali della Sardegna.

 

Prima parte: prof. Fabio Trudu

La prima parte illustra come questi rapporti si sono evoluti nel Corso della storia e presenta i principi teologico-liturgici che li regolano.

 

Bibliografia: La bibliografia sarà indicata durante il Corso

 

Seconda parte: prof.ssa Sandra Sedda

Il ciclo di lezioni prenderà in esame l’iconografia mariana, ossia lo studio delle immagini relative alla vita di Maria raffigurata su diversi monumenti in Sardegna.

Il Corso ha come obiettivo quello di introdurre allo studio dell’immagine  cristiana, intesa come documento non solo artistico ma anche spirituale, attraverso l’analisi delle fonti che hanno ispirato gli artisti e i committenti cristiani sin dalle origini dell’arte cristiana.

Lo sviluppo del Corso seguirà i seguenti punti:

Introduzione allo studio dell’iconografia cristiana: fonti e funzione delle immagini.

Le prime immagini cristiane in Sardegna dalle origini fino al VI secolo.

Le immagini di Maria raffigurate sulle scene del ciclo dell’Infantia Salvatoris: An- nunciazione, Visitazione, Natività, Epifania e Fuga in Egitto.

Le immagini di Maria raffigurate sul ciclo della Passione. Maria nelle scene della sua Morte e Assunzione.

Le immagini mariane, dunque, saranno analizzate non solo attraverso le  peculiarità iconografiche che le compongono, cioè osservando i diversi dettagli figurativi, ma anche in relazione alle fonti religiose e letterarie in genere, che possono essere canoniche e non canoniche, tra le quali riveste particolarmente importanza la letteratura apocrifa, da cui hanno ampiamente attinto gli artisti cristiani.

 

Bibliografia: S. SEDDA, “Sulla medaglia aurea della collezione Christian Schmidt di Monaco di Baviera”, in Theologica & Historica, Annali della Pontificia Facoltà di Teologia della Sardegna, XXII (2013), 417-426, 431-443; S. SEDDA, Note su alcune peculiarità dell’iconografia mariana in Sardegna, in M. GIRAU-E. Ortu (curr.), Ecce Sardinia Mater Tua, 1908-2008, Studi Mercedari, Monastir 2008, 29-40; S. SEDDA, “Per una rilettura degli affreschi della SS. Trinità di Saccargia: analisi delle fonti e nuovi confronti iconografici”, in Biblioteca Francescana Sarda, Anno X, Oristano 2002, 189-211; per le immagini si veda anche F. POLI, L’Abbazia della SS. Trinità di Saccargia, Sassari 2008; è prevista inoltre una dispensa e ulteriori riferi- menti bibliografici saranno indicati durante il Corso.

 

Terza parte: prof. Carlo Pillai

Il Corso tratterà degli influssi bizantino prima e spagnolo poi sulla religiosità popolare dell’isola e del loro amalgamarsi specie in occasione delle feste. Si passe- rà indi ad alcuni temi specifici, come quello dei santi guaritori e della dialettica santi universali/santi nazionali come dal sunto che segue:

La religiosità popolare sarda tra influsso bizantino e spagnolo. Il rinnovamento controriformistico. I casi di S. Isidoro, S. Luigi, S. Rita. Santi nazionali e santi universali:

  1. Pietro, S. Andrea, S. Giovanni Battista, S. Sebastiano. L’Arcangelo Miche- le.
  2. Lussorio, S. Efisio, S. Antioco, S. Giorgio di Suelli.

Santi guaritori e Santi taumaturghi: SS. Cosma e Damiano, S. Antonio abate,

  1. Biagio.
  2. Raimondo, S. Antonio da Padova, S. Salvatore da Horta.

 

Bibliografia: C. PILLAI, Il tempo dei santi, AM&D, Cagliari 1994; C. PILLAI, Santi protettori e santi guaritori di Sardegna: il caso di S.Efisio, in Demuden sa dolenzia. Il culto dei santi Cosma e Damiano in Sardegna, a cura di R. Caria, Nuove grafiche Puddu, Ortacesus 2009, 23-31; C. PIL- LAI, Le feste di S. Basilio in Sardegna. Il culto popolare letto attraverso le fonti d’Archivio, in San Basilio e la Sardegna, a cura di G. Fois, AM&D, Cagliari 2006, 335-244; C. PILLAI, “Il culto per S. Biagio  nell‟area  campidanese”,  in Theologica  &  Historica,  XIV  (2005),  329-339;  C. PILLAI, “Influssi bizantini sulla religiosità popolare della Sardegna. Il culto per i SS Cosimo e Damiano”, in Theologica & Historica, XV (2006), 345-358; C. PILLAI, “Note sulla tradizione cultuale di S. Antioco di Sulci”, in Theologica & Historica, XVI (2007), 409-421; C. PILLAI, “Note sulla tradizione cultuale di Giorgio di Suelli”, in Theologica & Historica XVII (2008), 437-448; C. PILLAI, “Le missioni popolari dei gesuiti nella Sardegna Sabauda”, in Theologica & Historica, XIX (2010), 435-447; C. PILLAI, “S. Antonio abate nella tradizione sarda e di Sedilo”, in Theologica & Historica, XX (2011), 317-327; C. PILLAI, “Il culto per S. Isidoro nella tradizione sedilese e sarda tra età spagnola e sabauda”, in Theologica & Historica, XXI (2012), 321-332; C. PILLAI, “L’Arcangelo Michele nella pietà popolare sarda”, in Theologica & Historica, XXIII (2014), 231-238.

Sociologia della religione e della chiesa locale

Sociologia della religione e della chiesa locale

(Prof.ssa Manuela Deidda) (ECTS 4 – 2 ore II sem.)

 

Parte generale

Il Corso intende presentare gli ambiti di studio e di ricerca della sociologia della religione, analizzando il pensiero di alcuni esponenti di maggiore spicco di questa disciplina. Le religioni diventano materia sociale, che può essere studiata e analizzata. Verranno prese in esame le forme di organizzazione religiosa in ambito cri- stiano e non cristiano, il rapporto tra la religione e la spiritualità, con le contemporanee forme di esperienza, credenza e non credenza e alcuni processi tipici del- la modernità quali i conflitti religiosi, i fondamentalismi e i rapporti tra religione, genere e stratificazione sociale.

Parte monografica

Si occuperà del tema della educazione socio-religiosa delle nuove generazioni. Cosa ci dice la ricerca sociologica attuale sul rapporto dei giovani con la religione, la fede, la Chiesa e l’appartenenza religiosa? Gli studenti saranno invitati a preparare un elaborato personale e/o di gruppo, analizzando dei testi che trattano questa tematica.

Modalità di esame: orale e con la presentazione di un elaborato scritto sulla par- te monografica.

Bibliografia. Parte generale: E. PACE, Sociologia delle religioni, EDB, Bologna 2016. Parte monografica: F. GARELLI, Piccoli atei crescono. Davvero una generazione senza Dio?, Il Mulino, Bologna 2016; F. GARELLI, Educazione, Il Mulino, Bologna 2017; P. BIGNARDI-R. BICHI (a cura di), Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia, Vita e Pensiero, Milano 2015. Altri testi potranno essere indicati durante il Corso.

Teologia Morale: La formazione della coscienza cristiana

Teologia Morale: La formazione della coscienza cristiana

(Prof. Francesco Maceri) (ECTS 4 – 2 ore I sem.)

 

Formare la coscienza significa delineare per il cristiano un itinerario di trasfigurazione, lungo il quale, per grazia e per impegno, egli possa acquisire sempre più l’abilità di incontrarsi con Dio in Cristo, non da anonimo nella folla o in gruppo di appartenenza, ma nella «sorprendente solitudine in cui ciascuno è solus cum Solo, e in questo Solo trova tutte le cose, potenti, gravi e dolci». Il Corso, pertanto, intende offrire una proposta formativa a livello spirituale-pedagogico-morale, studiando la dottrina conciliare e gli interventi successivi del Magistero, e prestando un’attenzione particolare agli scritti e all’esempio del beato J. H. Newman.

 

Bibliografia: J. RATZINGER-BENEDETTO XVI, L’elogio della coscienza. La verità interroga il cuore, Cantagalli, Siena 2009; F. MACERI, La formazione della coscienza del credente. Una proposta educativa alla luce dei Parochial and Plain Sermons di John Henry Newman, Morcelliana-Gregorian University Press, Roma–Brescia 2001; A. FUMAGALLI, L’eco dello Spirito. Teologia della coscien- za morale, (= BTC 158), Queriniana, Brescia 2012; F. MACERI, “L’esame generale ignaziano: un aiuto per la formazione della coscienza”, in Rivista di Ascetica e Mistica 28 (2003) 1, 91- 113; M. GANDOLFINI, I volti della coscienza : il cervello è organo necessario ma non sufficiente per spie- gare la coscienza, Cantagalli, Siena 2013.

Teologia del Laicato

Teologia del Laicato

(Prof. Massimo Pettinau) (ECTS 4 – 2 ore II sem.)

 

L’obiettivo del Corso è quello di mostrare attraverso lo sviluppo storico e teologico l’identità del laico e la sua missione nella Chiesa e nel mondo.

I laici “dopo essere stati incorporati a Cristo col battesimo e costituiti popolo di Dio e, nella loro misura, resi partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano”.

Si studieranno i luoghi specifici in cui nel Concilio Vaticano II è presentata la natura e l’identità del laico cristiano e si presenterà il carattere teologico della vocazione del laico nel mondo e verso il mondo sulla base della Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, del Decreto Apostolicam Actuositatem e della Costituzione Pastorale Gaudium et Spes.

Si prenderà successivamente in considerazione la secolarità come chiamata propria del battezzato che vive nel mondo per essere “luce”, “sale” e “lievito”, secondo la precisa indicazione di Gesù Cristo.

Partendo dagli sviluppi del Magistero, particolare attenzione sarà prestata all’Esortazione Apostolica Christifideles Laici, e sarà dato spazio alla riflessione teologica post conciliare e alla presentazione del laico secondo il Codice di Diritto Canonico.

In conclusione si affronteranno le questioni dell’universale vocazione alla santità nella Chiesa, della spiritualità laicale e delle prospettive di tale teologia all’inizio del terzo millennio dell’era cristiana.

 

Bibliografia: GIOVANNI  PAOLO  II, Esortazione  Apostolica  post-sinodale  Christifideles  Laici, 30 dicembre 1988, AAS 81 [1989], 393-521; F. ARINZE, Il ruolo distintivo del laico, LEV, 2014; Codice di Diritto Canonico, Ueci, Roma 1984; G. CAMPANINI, Il laico nella Chiesa e nel mondo, EDB, Bologna 1999; E. CORECCO, “I laici nel nuovo codice di diritto canonico”, in La Scuola Cattolica, 112 (1984), 194-218; G. ZAMBON, Laicato e tipologie ecclesiali. Ricerca storica  sulla “teologia del laicato” in Italia alla luce del Concilio Vaticano II (1950–1980), Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 1996; G. CANOBBIO, Laici o cristiani? Elementi storico- sistematici per una descrizione del cristiano laico, Morcelliana, Brescia 1997.

Per l’esame lo studente dovrà anche presentare, improrogabilmente una settimana prima dell’appello scelto, un lavoro scritto (circa 10 pagg.) su un testo scelto tra quelli presenti in un elenco che sarà fornito durante le lezioni.

Tecniche e dinamiche di gruppo

Tecniche e dinamiche di gruppo

(Prof.ssa Marina Del Zompo) (ECTS 2 – 1 ora I sem.)

 

Il Corso intende fornire conoscenze su processi e dinamiche di gruppo, ruoli e stili di conduzione e trasferire competenze operative sulle tecniche di intervento e di animazione nei gruppi di discussione, di lavoro e di apprendimento. Si affronteranno i seguenti argomenti:

  1. incontro: il gruppo come sistema;
  2. incontro: definizione e principi costitutivi dei gruppi;
  3. incontro: i processi di gruppo;
  4. in- contro: le dinamiche di gruppo;
  5. incontro: le difese e aspetti disfunzionali del gruppo; 6. incontro: la gestione di gruppi;
  6. incontro: ruolo e stili del conduttore.

 

La metodologia didattica prevede oltre l’erogazione dei contenuti sopra indicati momenti esercitativi in aula.

 

Bibliografia: la bibliografia sarà indicata durante il Corso.

Storia delle Religioni II

Storia delle Religioni II

(Prof. Emanuele Melis) (ECTS 4 – 2 ore I sem.)

 

Le religioni orientali nel mondo ellenistico-romano.

Gli dèi orientali, già conosciuti in Grecia e a Roma nel periodo classico, conquistarono il mondo greco-romano nel periodo tardo-antico. Le religioni orientali, dapprima limitate a ristrette cerchie di immigrati, modificarono progressivamente il paganesimo greco e romano nello stesso momento in cui si affermava la religione cristiana. Il Corso si propone di analizzare i culti e le credenze orientali che si diffusero nel bacino del Mediterraneo e la loro interazione con la cultura pagana.

 

Bibliografia: AA. VV., Storia delle Religioni, Utet, Torino, 1970-71, vol. 3; G. FILORAMO-M. MASSENZIO-M. RAVERI-P. SCARPI, Manuale di storia delle religioni, Laterza, Roma-Bari 2016.

Dispense del professore.

Storia della Chiesa sarda antica e medievale

Storia della Chiesa sarda antica e medievale

(Prof.ssa Danila Artizzu) (ECTS 4 – 2 ore I sem.)

 

Il Corso propone una disamina della storia della Chiesa in Sardegna a partire dalle prime attestazioni della presenza di comunità cristiane nel quadro storico e culturale della provincia Sardinia in età romano-imperiale. L’evoluzione e le peculiarità della società cristiana sarda saranno quindi analizzate alla luce degli accadimenti che l’hanno profondamente influenzata: dalla conquista e dominazione vandalica, alla ripresa da parte di Bisanzio, alla peculiare esperienza dei giudicati nel medioevo. Si esamineranno infine le cause e gli effetti del passaggio dell’Isola sotto il controllo aragonese-catalano e poi spagnolo.

Bibliografia: R. TURTAS, Storia della Chiesa in Sardegna dalle origini al Duemila, Città Nuova, Roma 1999, limitatamente ai capp. I-VI; A.M. CORDA, Breve introduzione allo studio delle antichità cristiane della Sardegna, Nuove Grafiche Puddu, Ortacesus 2007. Per i temi di approfondimento: A. PIRAS-D. ARTIZZU (a cura di), L’agiografia sarda antica e medievale: testi e conte- sti, PFTS University Press, Cagliari, 2016.

Ulteriore bibliografia sarà indicata durante il Corso.

Storia della Chiesa sarda moderna e contemporanea

Storia della Chiesa sarda moderna e contemporanea

(Prof. Giorgio Puddu) (ECTS 4 – 2 ore II sem.)

 

Il presente Corso, che abbraccia un arco temporale compreso tra il XVII e il XIX sec. (fino all’Unità d’Italia), è costituito da due unità complementari: la prima è rivolta allo studio della società isolana nei tre secoli presi in esame, la seconda riguarda la Storia della Chiesa in Sardegna.

Relativamente alla prima parte, è importante conoscere la realtà sarda nel ‘600 attraverso lo studio del Parlamento, della Reale Udienza e della congiura Camarassa. Per il Settecento si privilegiano gli argomenti sulla presa di possesso della Sardegna da parte sabauda, sulle riforme boginiane e sulla sarda rivoluzione. Quanto all’Ottocento, è indispensabile lo studio sulle Chiudende, sull’abolizione del feudalesimo e sulla “perfetta fusione”.

Per la Storia della Chiesa nel ‘600, invece, devono essere analizzate le tematiche sulla “cura animarum”, sull’istituto dell’Inquisizione e sulla contesa per il primato tra Cagliari e Sassari. Per il XVIII secolo occorre conoscere gli argomenti sulla tipologia del clero, sul potenziamento della “cura animarum” e sul rilancio dei Seminari. Per l’800 sono fondamentali gli argomenti relativi al tramonto dell’Antico regime, al nuovo rapporto tra Chiesa e Stato e al contrasto insorto fra le due autorità.

 

Bibliografia: Prima parte: G. SORGIA, La Sardegna in età moderna, Chiarella, Sassari 1984; C. SOLE, La Sardegna sabauda nel Settecento, Chiarella, Sassari 1984; M. LEPORI, Dalla Spagna ai Savoia. Ceti e corona nella Sardegna del Settecento, Carocci, Roma 2003; L. DEL PIANO, La Sarde- gna nell’Ottocento, Chiarella, Sassari 1984; G. SOTGIU, Storia della Sardegna sabauda, Laterza, Roma-Bari 1984.

Seconda parte: R. TURTAS, Storia della Chiesa in Sardegna dalle origini al Duemila, Città Nuova, Roma 1999; D. FILIA, La Sardegna cristiana, vol. III: dal 1720 alla pace del Laterano, Carlo Delfino Editore, Roma 1995; T. CABIZZOSU, Chiesa e società nella Sardegna centro-settentrionale (1850-1900), Il Torchietto Editrice, Ozieri 1986; F. ATZENI-T. CABIZZOSU, (a cura di), Dizionario biografico dell’episcopato sardo, vol. II, “Il Settecento” (1720-1800), AM&D, Cagliari 2005; vol. III, AM&D, Cagliari 2011.

Confronto testi: Confronto testi di Teologia Biblica

Confronto testi: Confronto testi di Teologia Biblica

(Prof. Andrea Secci) (ECTS 2 – 1 ora II sem.)

 

Il Corso si propone di far esercitare gli studenti alla lettura, al riconoscimento ed allo studio di due specifiche tipologie di testi biblici: le parabole (per quanto riguarda il Nuovo Testamento – specificamente i Vangeli) ed i cosiddetti testi di “rib” o controversie giuridiche (per quanto riguarda l’Antico Testamento – soprattutto i libri profetici). Posta un’iniziale presentazione di ciascuna tipologia di testo, verrà chiesto ai partecipanti di cimentarsi nello studio di determinate pericopi. Le ore del Corso saranno caratterizzate in parte da lezioni frontali, in parte da presentazioni/discussioni a carico degli studenti.

 

Bibliografia: la bibliografia verrà indicata durante il Corso.

Giornata interdisciplinare – Convegno

Giornata interdisciplinare – Convegno (ECTS 2)

 

Durante l’anno Accademico è richiesta la partecipazione ad un Convegno o ad una Giornata interdisciplinare, organizzati dall’Istituto e/o dalla Pontificia Facoltà Teologica e autorizzati dal direttore. La partecipazione ai Convegni/Giornate Interdisciplinari non organizzati dall’Istituto o dalla Pontificia Facoltà Teologica, deve essere accompagnata da un “Attestato” dal quale si evinca: l’autorevolezza dell‟emittente, l’argomento (affine all’orizzonte teologico), la quantità oraria, i nomi dei relatori.

L’Attestato sarà poi conservato nel fascicolo dello studente. Questi deve poi presentare – entro l’anno accademico in Corso – una relazione scritta sul Convegno/Giornata interdisciplinare, di dieci-quindici pagine, che possibilmente mostri anche come egli colloca quella esperienza nel suo percorso accademico. Il lavoro dovrà essere consegnato alla segreteria in formato cartaceo e in formato pdf (all’indirizzo segreteria@issrcagliari.it). Tale relazione sarà poi valutata da un docente, nominato dal Direttore dell’ISSR.

Nel presente anno accademico sarà accreditata come Giornata interdisciplinare la partecipazione:

  • alla parte teorica del Laboratorio di Iconografia (possibile anche per chi avesse frequentato il Laboratorio nel precedente AA, vedi pp. seguenti);
  • al Corso di lingue antiche (greco, latino) presso la Pontificia Facoltà Teologica.

Tesi di Laurea Magistrale in Scienze Religiose

Tesi di Laurea Magistrale in Scienze Religiose

(solo per gli studenti del secondo anno)

 

Per il conseguimento del secondo grado accademico di Laurea magistrale in Scienze religiose, si richiede la presentazione in Segreteria della Tesi scritta che    sarà successivamente discussa.

Lo studente componga un Elaborato scritto (Tesi di Laurea Magistrale) che mostri la competenza maturata nell’indirizzo di specializzazione prescelto. L’Elaborato scritto dovrà essere svolto con taglio monografico e benché non si esiga che apporti nuovi contributi alle scienze teologiche, dovrà essere svolto con originalità nella scelta e formulazione del tema, nella sua impostazione, nella elaborazione critica della documentazione, rispettando i corretti criteri formali relativamente alla struttura logica, all’esattezza delle citazioni della bibliografia utilizzata e del corredo documentale. Il lavoro finale dovrà quindi mostrare l’abilità dello studente a muoversi con correttezza dal punto di vista scientifico nell’affrontare l’argomento scelto.

 

Ampiezza: di norma l’Elaborato scritto non sia inferiore alle 50 cartelle (foglio A4; corpo 12 Times New Roman; interlinea 1,5; margine superiore e inferiore cm 2,5; margine laterale sinistro cm 3; margine laterale destro cm. 3,5) e non superi le 120.

 

Scelta del tema e sua approvazione: lo studente che intende conseguire la Laurea magistrale in Scienze Religiose entro il termine del secondo anno istituzionale dovrà:

  1. concordare il tema della tesi con uno tra i docenti dell’Istituto (Moderatore) stabili o incaricati o anche, con il Nulla Osta del Direttore, tra i docenti invitati, e presentarne in triplice copia lo schema in segreteria almeno sei mesi prima della discussione ed in ogni caso non oltre il 30 giugno del secondo anno accademico del II ciclo;
  2. lo schema deve prevedere: il titolo, l’articolazione di massima delle sezioni, la bibliografia generale di riferimento, una breve presentazione. Nel suo complesso lo schema non deve superare le tre cartelle dattiloscritte. Esso dovrà inoltre recare la firma dal
  3. Il tema così presentato dovrà ottenere l’approvazione da parte di un altro docente (Revisore) designato dal Direttore tra i docenti dell’Istituto. Il Revisore dovrà comunicare in segreteria la sua approvazione entro dieci giorni dal momento della propria

 

Consegna e discussione:

A – ottenuta l’approvazione dello schema, lo studente, col consenso del proprio moderatore, invierà il proprio Elaborato in formato pdf all’indirizzo segreteria@issrcagliari.it e lo consegnerà in segreteria, in triplice copia cartacea, un mese prima dell’inizio della sessione degli esami durante la quale lo si intende discutere.

La procedura di consegna della tesi si intende perfezionata solo dopo che venga depositato in Segreteria il libretto accademico e si effettui il versamento dovuto come tassa per “diritti amministrativi”.

 

B – Entro un mese dal momento della consegna dell’elaborato in Segreteria, il Revisore è tenuto ad esprimere il suo giudizio. Tale giudizio dovrà riguardare il rispetto delle finalità generali e della natura dell’elaborato, secondo quanto     prescritto al §1, nonché la conformità rispetto allo schema presentato in Segreteria. Supposto il parere positivo, entro questo lasso di tempo il Revisore consegni allo studente e al Moderatore un elenco di cinque temi fondamentali connessi alla tesi, che saranno oggetto di discussione all’interno della presentazione finale dell’elaborato.

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