Category Archives: Indirizzo Pedagogico-Didattico anno B

Piano di studi specializzazione Pedagogico-Didattica

CORSI BIENNIO DI SPECIALIZZAZIONE

ANNO ACCADEMICO 2017-2018

INDIRIZZO PEDAGOGICO-DIDATTICO

Piano di studi Anno B

 

Docente ECTS Ore/sett
Pedagogia della religione A. Marrone 4 2
Psicologia della religione M. Fadda 4 2
Teoria della scuola e legislazione Scolastica M.G. Pau 2 1
Metodologia e didattica dell’IRC – Tirocinio M.G. Pau –

R. Piredda

6 1
Antropologia culturale e della Religione E. Melis 4 2
Liturgia e Tradizioni storico-artistiche C. Pillai-

S. Sedda-

F. Trudu

4 2
Sociologia della religione e della chiesa locale M. Deidda 4 2
Teologia morale: La formazione della coscienza cristiana F. Maceri 4 2
Teologia: teologia del laicato M. Pettinau 4 2
Tecniche e dinamiche di gruppo M. Del Zompo 2 1
Storia delle religioni II E. Melis 4 2
Storia della chiesa sarda antica e medie- vale D. Artizzu 4 2
Storia della chiesa sarda moderna e con- temporanea T. Cabizzosu –

G. Puddu

 

4

 

2

Confronto testi di Teologia biblica A. Secci 2 1
Convegno/Giornata interdisciplinare (solo I anno) 2
Tesi specialistica (solo II anno) 16

Pedagogia della Religione

(Prof. Andrea Marrone) ECTS 4)

Il vincolo indissolubile tra pedagogia e antropologia filosofica. La persona come affermazione e ricerca di senso. L’insopprimibile domanda umana e razionale di significato. Inevitabile religiosità della pedagogia.
Riflessione sulla deriva educativa contemporanea. I sintomi dello smarrimen-to e i tratti di questa emergenza. Genesi storica e filosofica del nichilismo. Parabola della dissociazione tra persona e realtà: dalla torsione prospettica cartesiana al disfacimento dell’Io. Ambiguità della retorica scettica e corollari pedagogici. Il relativismo come causa della spersonalizzazione e dell’omologazione. La divi-nizzazione del piacere nel nichilismo gaio e suoi esiti: noia e rinuncia alla felicità. Nietzsche, Malraux, Sartre.
Tornare a scommettere sull’educazione: difficoltà e necessità. In cammino verso la felicità e la libertà. Ottimismo e speranza. Rischio, amicizia e testimonianza.

Bibliografia: G. Chiosso, I significati dell’educazione: teorie pedagogiche e della formazione contemporanee, Mondadori, Milano 2009; F. Nuvoli, Educare tra il nulla e la speranza, Cusl, Cagliari 2013. Ulteriore bibliografia sarà indicata durante il Corso.

Psicologia della Religione

(Prof.ssa M. Fadda) (ECTS 4)

Il programma e la bibliografia saranno indicati dal docente durante il Corso.

Teoria della scuola e legislazione scolastica

(Prof.ssa Maria Grazia Pau) (ECTS 2)

Finalità
Il Corso intende delineare prima di tutto l’identità della Scuola alla luce dell’evoluzione normativa del sistema scolastico italiano anche nell’orizzonte europeo; pertanto raggruppa una grande quantità di disposizioni di varia natura, riguardanti la Scuola in quanto istituzione dello Stato e tutte quelle fonti di diritto che la amministrano.
Si procederà alla distinzione delle Fonti primarie rispetto alle Fonti Secondarie e derivate, così da comprendere come la scuola statale appartiene alla pubblica amministrazione e pertanto è governata non solo da leggi ma anche da disposizioni amministrative provenienti dai vari ministeri, dalle numerose sentenze che la magistratura emette nell’esercizio del potere giudiziario a controllo della legittima applicazione delle leggi stesse.
Per coloro che frequentano l’indirizzo pedagogico-didattico la conoscenza della legislazione è patrimonio imprescindibile della professione docente, per cui è importante conoscere con sicurezza le principali leggi che regolano il sistema scolastico italiano nella Repubblica, relativamente anche alla presenza dell’insegnamento della Religione Cattolica e i relativi strumenti giuridici che ne regolano la legittimità e la coerenza nelle finalità della scuola oggi in Italia in quanto paese membro della Comunità Europea.

Contenuti:
1. Le fonti della legislazione scolastica: le fonti primarie e le fonti secondarie o derivate
2. La scuola nella nuova Costituzione del titolo V e nell’ordinamento della Repubblica Italiana
3. Le innovazioni nel nuovo sistema educativo scolastico italiano e nell’orizzonte europeo: linee generali
4. Le Nuove Indicazioni Nazionali e lettura guidata ai traguardi per lo sviluppo delle competenze per l’IRC
5. L’organizzazione amministrativa della pubblica istruzione
6. L’IRC in Italia oggi (= breve excursus storico): il nuovo profilo
7. La nuova identità della funzione docente relativamente anche alla figura del docente di Religione cattolica.

Bibliografia:
La bibliografia sarà indicata durante il Corso con indicazioni sitografiche ufficiali, per quanto riguarda le fonti legislative ministeriali. Saranno fornite le Dispense.

Metodologia e didattica dell’IRC – Tirocinio

(Proff. Maria Grazia Pau – Roberto Piredda) (ECTS 6)

Natura e Finalità
Il Tirocinio per l’IRC si realizza mediante un’esperienza formativa integrata e finalizzata all’esercizio della professione docente da realizzarsi direttamente in aula con la guida di un Tutor (docente di IRC di ruolo) assegnato in una determinata Istituzione Scolastica con la quale si è proceduto a siglare una Convenzione.
Il Tirocinio prevede una prima fase teorica comprendente un’analisi della scuola in tutte le sue componenti, e che veda l’inserimento dell’IRC nel POF; e una fase pratica di laboratorio finalizzato alla elaborazione di brevi itinerari didattici utilizzando le Nuove Indicazioni Nazionali alla luce dei traguardi e delle competenze per l’IRC e sottoponendosi alla realizzazione pratica in aula con l’aiuto del Tutor, procedendo successivamente a descriverne i passaggi e una valutazione sintetica.

Contenuti
Prima fase teorica o indiretta (50 ore): Presentazione della realtà scolastica nelle sue più recenti innovazioni e riforme e la presenza dell’IRC nelle finalità della Scuola. La programmazione educativa e la progettazione di UA finalizzate alla messa in pratica in aula, tendente consolidamento di conoscenze e competenze professionali, in considerazione di un circoscritto ordine, grado e indirizzo di scuola.
Seconda fase pratica o diretta (50 ore): Il Tirocinio pratico-diretto comprende 50 ore da svolgersi direttamente in aula con l’accompagnamento di un Tutor, possibilmente anche con l’esperienza diretta di presenza ad altri momenti di vita collegiale della scuola al fine di potenziare di gestione degli alunni in prospettiva inclusiva.
Sintesi tra teoria e prassi, tra riflessione scientifica e esperienza della professione docente. Sviluppo delle capacità di riflessione e accrescimento delle competenze relative alla documentazione e alla elaborazione di progetti educativi, anche con l’aiuto del Tutor; acquisire uno stile educativo che tenga conto dei risvolti etici nella professione docente.

Verifica e valutazione: si realizza mediante la redazione di un documento di sintesi dell’esperienza pratica o diretta di circa 10/15 cartelle dattiloscritte che preveda la narrazione oggettiva di tutta l’esperienza tra cui la descrizione dell’istituzione scolastica (contesto socio-culturale, dati essenziali degli alunni delle classi in cui si è svolta l’esperienza, funzionamento degli organi collegiali relativamente anche al POF), questa descrizione potrà contenere al termine anche riflessioni personali.
Descrizione di una eventuale progettazione annuale alla luce delle Nuove Indicazioni per l’IRC.
Analisi e Valutazione di qualche libro di testo in adozione nella scuola.
Considerazioni complessive circa la realizzazione delle UA progettate.

Bibliografia: V. Annicchiarico (a cura di), Il Tirocinio formativo attivo dell’insegnamento della Religione cattolica, Viverein, 2014; G. Bertagna – G. Sandrone Boscarino (a cura di), L’insegnamento della religione cattolica per la persona. Itinerari culturali e proposte didattiche per la formazione in servizio dei docenti di religione cattolica, Centro Ambrosiano, Milano 2009; S. Cicatelli, Prontuario giuridico IRC. Raccolta commentata delle norme che regolano l’IRC nelle scuole di ogni ordine e grado (Settima edizione aggiornata a sett. 2012),Queriniana, Brescia 2012; Conferenza Episcopale Italiana-Servizio Nazionale per l’IRC (a cura di), L’insegnamento della religione risorsa per l’Europa. Atti della Ricerca del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, ElleDiCi, Leumann-To 2008; Conferenza Episcopale Italiana-Servizio Nazionale per l’IRC (a cura di), Nella Scuola a servizio della persona. La scelta per l’IRC, ElleDiCi, Leumann-To 2009; Istituto di Catechetica-Universitá Pontificia Salesiana, Z. Trenti-C. Pastore (a cura di), Insegnamento della religione cattolica: competenza e professionalità. Prontuario dell’insegnante di religione, ElleDiCi, Torino 2013.

 

Antropologia culturale e della religione

(Prof. Emanuele Melis) (ECTS 4)

Il corso si propone di mostrare metodi, finalità e obiettivi della Storia delle Religioni a partire dallo studio della religione primitiva della Sardegna in base alle informazioni che ne hanno trasmesso le culture greca e romana. Tale percorso verrà svolto attraverso l’esame dei tratti salienti delle due culture in oggetto finalizzato ad una maggiore intelligenza e comprensione delle fonti classiche sulla Sardegna.

Bibliografia:
D. SABBATUCCI, La religione romana, in AA. VV., Storia delle Religioni, Utet, Torino 1970-71, pp. 1-80; U. BIANCHI, La religione greca, in AA.VV., Storia delle Religioni, cit., vol. III, pp. 81-394; E. MELIS, Ampsicora, Hostus e la gens Manlia. Proposta di lettura storico-religiosa di alcune pagine di Tito Livio sulla Sardegna, in Theologica & Historica 18 (2009), pp. 323-374; Eventuali dispense del professore.

Liturgia e Tradizioni storico-artistiche

(Proff. Carlo Pillai – Sandra Sedda – Fabio Trudu) (ECTS 4)

Il Corso prende in esame il rapporto tra la fede cristiana, l’arte, la religiosità e pietà popolare. Particolare attenzione è riservata alle espressioni artistiche e rituali della Sardegna.

Prima parte: prof. Fabio Trudu
La prima parte illustra come questi rapporti si sono evoluti nel Corso della storia e presenta i principi teologico-liturgici che li regolano.
Bibliografia: La bibliografia sarà indicata durante il Corso

Seconda parte: prof.ssa Sandra Sedda
Il ciclo di lezioni prenderà in esame l’iconografia mariana, ossia lo studio delle immagini relative alla vita di Maria raffigurata su diversi monumenti in Sardegna.
Il Corso ha come obiettivo quello di introdurre allo studio dell’immagine cristiana, intesa come documento non solo artistico ma anche spirituale, attraverso l’analisi delle fonti che hanno ispirato gli artisti e i committenti cristiani sin dalle origini dell’arte cristiana.
Lo sviluppo del Corso seguirà i seguenti punti:
1. Introduzione allo studio dell’iconografia cristiana: fonti e funzione delle immagini. Le prime immagini cristiane in Sardegna dalle origini fino al VI secolo.
2. Le immagini di Maria raffigurate sulle scene del ciclo dell’Infantia Salvatoris: Annunciazione, Visitazione, Natività, Epifania e Fuga in Egitto.
3. Le immagini di Maria raffigurate sul ciclo della Passione.
4. Maria nelle scene della sua Morte e Assunzione. Le immagini mariane, dunque, saranno analizzate non solo attraverso le peculiarità iconografiche che le compongono, cioè osservando i diversi dettagli figurativi, ma anche in relazione alle fonti religiose e letterarie in genere, che possono essere canoniche e non canoniche, tra le quali riveste particolarmente importanza la letteratura apocrifa, da cui hanno ampiamente attinto gli artisti cristiani.
Bibliografia: S. Sedda, “Sulla medaglia aurea della collezione Christian Schmidt di Monaco di Baviera”, in Theologica & Historica, Annali della Pontificia Facoltà di Teologia della Sardegna, XXII (2013), 417-426, 431-443; S. Sedda, Note su alcune peculiarità dell’iconografia mariana in Sardegna, in M. Girau-E. Ortu (curr.), Ecce Sardinia Mater Tua, 1908-2008, Studi Mercedari, Monastir 2008, 29-40; S. Sedda, “Per una rilettura degli affreschi della SS. Trinità di Saccargia: analisi delle fonti e nuovi confronti iconografici”, in Biblioteca Francescana Sarda, Anno X, Oristano 2002, 189-211; per le immagini si veda anche F. Poli, L’Abbazia della SS. Trinità di Saccargia, Sassari 2008; è prevista inoltre una dispensa e ulteriori riferimenti bibliografici saranno indicati durante il Corso.

Terza parte: prof. Carlo Pillai
Il Corso tratterà degli influssi bizantino prima e spagnolo poi sulla religiosità popolare dell’isola e del loro amalgamarsi specie in occasione delle feste. Si passerà indi ad alcuni temi specifici, come quello dei santi guaritori e della dialettica santi universali/santi nazionali come dal sunto che segue.
La religiosità popolare sarda tra influsso bizantino e spagnolo. Il rinnovamento controriormistico. I casi di S. Isidoro, S. Luigi, S. Rita. Santi nazionali e santi universali:
1. S. Pietro, S. Andrea, S. Giovanni Battista, S. Sebastiano. L’Arcangelo Michele.
2. S. Lussorio, S. Efisio, S. Antioco, S. Giorgio di Suelli.
3. Santi guaritori e Santi taumaturghi:
4. SS. Cosma e Damiano, S. Antonio abate, S. Biagio.
5. S. Raimondo, S. Antonio da Padova, S. Salvatore da Horta.
Bibliografia: C. Pillai, Il tempo dei santi, AM&D, Cagliari 1994; C. Pillai, Santi protettori e santi guaritori di Sardegna: il caso di S.Efisio, in Demuden sa dolenzia. Il culto dei santi Cosma e Damiano in Sardegna, a cura di R. Caria, Nuove grafiche Puddu, Ortacesus 2009, 23-31; C. Pillai, Le feste di S. Basilio in Sardegna. Il culto popolare letto attraverso le fonti d’Archivio, in San Basilio e la Sardegna, a cura di G. Fois, AM&D, Cagliari 2006, 335-244; C. Pillai, “Il culto per S. Biagio nell’area campidanese”, in Theologica & Historica, XIV (2005), 329-339; C. Pillai, “Influssi bizantini sulla religiosità popolare della Sardegna. Il culto per i SS Cosimo e Damiano”, in Theologica & Historica, XV (2006), 345-358; C. Pillai, “Note sulla tradizione cultuale di S. Antioco di Sulci”, in Theologica & Historica, XVI (2007), 409-421; C. Pillai, “Note sulla tradizione cultuale di Giorgio di Suelli”, in Theologica & Historica XVII (2008), 437-448; C. Pillai, “Le missioni popolari dei gesuiti nella Sardegna Sabauda”, in Theologica & Historica, XIX (2010), 435-447; C. Pillai, “S. Antonio abate nella tradizione sarda e di Sedilo”, in Theologica & Historica, XX (2011), 317-327; C. Pillai, “Il culto per S. Isidoro nella tradizione sedilese e sarda tra età spagnola e sabauda”, in Theologica & Historica, XXI (2012), 321-332; C. Pillai, “L’Arcangelo Michele nella pietà popolare sarda”, in Theologica & Historica, XXIII (2014), 231-238.

Sociologia della religione e della chiesa locale

(Prof.ssa Manuela Deidda) (ECTS 4)

Parte generale
Il Corso intende presentare gli ambiti di studio e ricerca della sociologia della religione, i suoi fondamenti storici e le principali figure che hanno contribuito alla sua nascita e alla sua evoluzione come disciplina votata allo studio dei fenomeni religiosi. Saranno definiti i concetti chiave di cui la sociologia della religione si occupa e le principali dimensioni della religiosità con i corrispondenti ed attuali cambiamenti determinati dai processi secolarizzanti nella società e nelle organizzazioni religiose. Ci si soffermerà sulla questione del pluralismo religioso-culturale, con un attenzione particolare alla presenza in Italia della fede musulmana e ai rapporti con il mondo islamico, come conseguenza anche dei crescenti fenomeni migratori.
Parte monografica
Sarà dedicata all’espressione della libertà religiosa che diventa sempre più oggetto di conflitti pericolosi e drammatici in molte parti del mondo. I cristiani in primis, ma anche altre minoranze religiose, sono oggetto di discriminazioni, persecuzioni e soppressioni di massa. Gli studenti saranno invitati a riflettere sulla estensione di questi problemi in molti continenti, attraverso un lavoro personale o di gruppo nel quale dovranno individuare un’area geo-politica in cui tali processi discriminatori e di riduzione della libertà religiosa appaiono più critici e diffusi, individuando e analizzando un gruppo religioso che subisce tali persecuzioni, de-scrivendo se possibile le cause storiche-culturali-sociali-politiche che incidono sulla espressione limitata del suo credo religioso e/o con la minaccia di distruzione del gruppo stesso.
Modalità di esame: orale e con la presentazione di un elaborato scritto sulla parte monografica da discutere durante l’ultima parte del Corso.

Bibliografia: F. Garelli, Religione alla italiana. L’anima del paese messo a nudo, Il Mulino, Bologna 2011 (solo alcune parti); M. Mauro, Guerra ai cristiani. Le persecuzioni e le discriminazioni dei cristiani nel mondo, Lindau, Torino 2010; Dispense della professoressa; ulteriore bibliografia verrà indicata durante il Corso.

Teologia Morale: La formazione della coscienza cristiana

(Prof. Francesco Maceri) (ECTS 4)

Il Corso intende offrire una proposta di formazione della coscienza del cristiano a livello spirituale-pedagogico-morale, studiando la dottrina conciliare e gli interventi successivi del Magistero, e prestando un’attenzione particolare agli scritti e all’esempio del beato J. H. Newman.

Bibliografia: J. Ratzinger- Benedetto XVI, L’elogio della coscienza. La verità interroga il cuore, Cantagalli, Siena 2009; F. Maceri, La formazione della coscienza del credente. Una proposta educativa alla luce dei Parochial and Plain Sermons di John Henry Newman, Morcelliana – Gregorian University Press, Roma – Brescia 2001; A. Fumagalli, L’eco dello Spirito. Teologia della coscienza morale (= BTC 158), Queriniana, Brescia 2012; F. Maceri, “L’esame generale ignaziano: un aiuto per la formazione della coscienza”, in Rivista di Ascetica e Mistica, 29 (2003), pp. 91-113; Id., “Nel mondo e per il mondo, obbedendo alla propria coscienza cristiana”, in Rivista di Teologia Morale, 39 (2007), pp. 533-546; Id., “Il ruolo necessario della coscienza nel dialogo tra fede e ragione secondo Newman”, in La Sapienza della Croce, 25 (2010), pp. 441-469; Id., “J. H. Newman formatore della coscienza cristiana”, in Rivista Teologica di Lugano, 16 (2011), pp. 355-372; Id., “La coscienza umana e Cristo”, in Studia Moralia, 49 (2011), pp. 315-329.; A. Fumagalli, L’eco dello Spirito. Teologia della coscienza morale (= BTC 158), Queriniana, Brescia 2012.

Teologia del Laicato

(Prof. Massimo Pettinau) (ECTS 4)

L’obiettivo del corso è quello di mostrare attraverso lo sviluppo storico e teologico l’identità del laico e le sue conseguenze per la sua missione nella Chiesa e nel mondo.
I laici “dopo essere stati incorporati a Cristo col battesimo e costituiti popolo di Dio e, nella loro misura, resi partecipi dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, per la loro parte compiono, nella Chiesa e nel mondo, la missione propria di tutto il popolo cristiano”.
Si studieranno i luoghi specifici in cui nel Concilio Vaticano II è presentata la natura e l’identità del laico cristiano e si presenterà il carattere teologico della vocazione del laico nel mondo e verso il mondo sulla base della Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, del Decreto Apostolicam Actuositatem e della Costituzione Pastorale Gaudium et Spes.
Si prenderà successivamente in considerazione la secolarità come chiamata propria del battezzato che vive nel mondo per “illuminarlo, salarlo e lievitarlo”, secondo la precisa indicazione di Gesù Cristo. Partendo dagli sviluppi del Magistero, particolare attenzione sarà data all’Esortazione Apostolica Christifideles Laici, sarà poi dato spazio alla riflessione teologica post conciliare e alla presentazione del laico secondo il Codice di Diritto Canonico.
In conclusione si affronteranno le questioni dell’universale vocazione alla santità nella Chiesa, della spiritualità laicale e delle prospettive di tale teologia all’inizio del terzo millennio dell’era cristiana.

Bibliografia: Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica post-sinodale Christifideles Laici, (30 dicembre 1988), AAS 81 (1989), 393-521; F. Arinze, Il ruolo distintivo del laico, LEV, 2014; Codice di Diritto Canonico, Ueci, Roma 1984; G. Campanini, Il laico nella Chiesa e nel mondo, EDB, Bolo-gna 1999; E. Corecco,“I laici nel nuovo codice di diritto canonico”, in La Scuola Cattolica, 112 (1984), 194-218; G. Zambon, Laicato e tipologie ecclesiali. Ricerca storica sulla “teologia del laicato” in Italia alla luce del Concilio Vaticano II (1950–1980), Editrice Pontificia Università Gregoriana, Roma 1996; G. Canobbio, Laici o cristiani? Elementi storico-sistematici per una descrizione del cristiano laico, Morcelliana, Brescia 1997.

Per l’esame lo studente dovrà anche presentare un lavoro scritto (circa 8-10 pp.) su un testo scelto tra quelli presenti in un elenco che sarà fornito durante le lezioni.

Tecniche e dinamiche di gruppo

(Prof.ssa Marina Del Zompo) (ECTS 2)

Il Corso intende fornire conoscenze su processi e dinamiche di gruppo, ruoli e stili di conduzione e trasferire competenze operative sulle tecniche di intervento e di animazione nei gruppi di discussione, di lavoro e di apprendimento. Si affronteranno i seguenti argomenti:
1. incontro: il gruppo come sistema;
2. incontro: definizione e principi costitutivi dei gruppi;
3. incontro: i processi di gruppo;
4. incontro: le dinamiche di gruppo;
5. incontro: le difese e aspetti disfunzionali del gruppo;
6. incontro: la gestione di gruppi;
7. incontro: ruolo e stili del conduttore.
La metodologia didattica prevede oltre l’erogazione dei contenuti sopra indicati momenti esercitativi in aula.

Bibliografia:
La bibliografia sarà indicata durante il corso.

Storia delle Religioni II

(Prof. Emanuele Melis) (ECTS 4)

Il corso ha lo scopo di introdurre alle tematiche relative alla disciplina chiamata Storia delle Religioni. L’obiettivo è quello di fornire, attraverso la trattazione di aspetti e problemi relativi alle culture dei popoli del Mediterraneo e del Vicino e Medio Oriente antico (dalla civiltà romana a ritroso fino alle civiltà nate nella Mezzaluna Fertile) un quadro il più possibile completo delle vicende culturali dell’antichità che permetta di considerare in prospettiva storica la nascita e l’affermazione del Cristianesimo e il suo rapporto con le religioni “altre”.

Bibliografia: U. Bianchi, La storia delle religioni. Introduzione metodologica e storica, in Aa. Vv., Storia delle Religioni, Utet, Torino 1970-71; Aa.Vv., a cura di J. Ries, Le civiltà del Mediterraneo e il sacro, Jaca Book, Milano 1992; G. Filoramo-M. Massenzio-M. Raveri, P. Scarpi, Manuale di storia delle religioni, Laterza, Roma-Bari, 2015.
Altri testi verranno forniti in dispensa dal docente.

Storia della Chiesa sarda antica e medievale

(Prof.ssa Danila Artizzu) (ECTS 4)

Il Corso propone un excursus sulla storia della Chiesa in Sardegna a partire dal primo manifestarsi della fede cristiana nell’ambito del panorama culturale e sociale della provincia Sardinia in età tardo romana. Successivamente saranno ripercorse le tappe che hanno profondamente influenzato le vicende delle comunità cristiane della Sardegna: dalla dominazione vandalica, alla riconquista bizantina, alla peculiare parentesi giudicale per finire con l’ascesa al trono di Ferdinando il Cattolico e il passaggio dal periodo aragonese-catalano a quello spagnolo.

Bibliografia: R. Turtas, Storia della Chiesa in Sardegna dalle origini al Duemila, Città Nuova, Roma 1999, limitatamente ai capp. I-VI; A.M. Corda, Breve introduzione allo studio delle antichità cristiane della Sardegna, Nuove Grafiche Puddu, Ortacesus 2007; R. Martorelli, Martiri e devozione nella Sardegna Altomedievale e Medievale. Archeologia, storia, tradizione, PFTS University Press, Cagliari 2012, limitatamente alle sezioni che verranno indicate nel corso delle lezioni. Ulteriori orientamenti bibliografici saranno indicati durante il Corso.

Storia della Chiesa sarda moderna e contemporanea

(Proff. Tonino Cabizzosu – Giorgio Puddu) (ECTS 4)

Il corso si articola in due parti complementari: la prima riguarda lo sviluppo della società isolana, mentre la seconda la storia della Chiesa in Sardegna dal Seicento fino all’Unità d’Italia.
Il programma rappresenta l’occasione per perfezionare il complesso delle conoscenze storico-religiose in cui venne a trovarsi l’Isola e mira all’approfondimento degli aspetti più importanti della società isolana. Esso illustrerà la realtà generale nel contesto delle dinamiche riformistiche della dominazione spagnola e sabauda, per poi giungere, più specificatamente, all’analisi dell’azione pastorale della Chiesa e dei suoi rapporti con lo Stato. Per il Seicento si segnalano in particolare gli argomenti relativi al Parlamento, alla Reale Udienza, alla società civile e alla congiura Camarassa; per il Settecento si privilegiano le tematiche sul passaggio dall’età spagnola alla dominazione piemontese: riforme boginiane e sarda rivoluzione. Per l’aspetto legato alla storia civile della Sardegna nell’Ottocento è indispensabile la conoscenza delle tematiche fondamentali del periodo, quali la legge delle chiudende, l’editto sull’abolizione del sistema feudale e la “perfetta fusione”.
Per quanto riguarda storia della Chiesa verranno analizzate le seguenti problematiche secentesche: circoscrizioni ecclesiastiche, cura animarum, regio patronato e conflitti giurisdizionali, demografia del clero diocesano e regolare, tribunale dell’Inquisizione, contesa per il primato tra Cagliari e Sassari. Dopo aver indicato i contenuti della lunga controversia tra Stato Sabaudo e Santa Sede, circa alcune questioni di fondo, verranno presentate le maggiori problematiche settecentesche riguardanti la cura animarum, la tipologia del clero, dei religiosi, dell’episcopato con particolare attenzione alla demografia religiosa. Nel secondo cinquantenario del Settecento verranno sintetizzate le riforme: potenziamento della cura animarum, consolidamento dei seminari, ricostituzione delle diocesi di Iglesias, Galtellì-Nuoro, Ogliastra, Bisarcio. Infine verrà presentato il ruolo della Chiesa durante il periodo dei moti angioiani e della Restaurazione, uscita dall’ancien régime, rapporto tra Chiesa – monarchia, periodo della Restaurazione, contrasto Stato – Chiesa, sedi vacanti e azioni dei vicari capitolari, rinnovo dell’episcopato dopo il 1871 e alcuni aspetti della demografia religiosa riguardante il clero diocesano e regolare, Capitoli e Collegiate e confraternite.

Bibliografia:
Per il primo aspetto si suggeriscono: G. SORGIA, La Sardegna in età moderna, Sassari 1984; C. SOLE, La Sardegna sabauda nel Settecento, Sassari 1984; M. LEPORI, Dalla Spagna ai Savoia. Ceti e Corona nella Sardegna del Settecento, Ed. Carocci, Roma 2003; L. DEL PIANO, La Sardegna nell’Ottocento, Chiarella, Sassari 1984; G. SOTGIU, Storia della Sardegna sabauda, Laterza, Roma-Bari 1984; per il primo testo è sufficiente la conoscenza dei fatti e dei fenomeni storici fino al 1861, mentre per il secondo va privilegiato lo studio dai primi anni del XIX secolo fino alla “perfetta fusione”.
Per la seconda parte del corso si vedano: R. TURTAS, Storia della Chiesa in Sardegna dalle origini al Duemila, Roma 1999; D. FILIA, La Sardegna cristiana, vol. III: dal 1720 alla pace del Laterano, Carlo Delfino Editore, Roma 1995; T. CABIZZOSU, Chiesa e società nella Sardegna centro-settentrionale (1850-1900), Il Torchietto Editrice, Ozieri 1986. F. ATZENI – T. CABIZZOSU (a cura di), Dizionario biografico dell’Episcopato sardo. Vol. II. Il Settecento (1720-1800), Cagliari 2005; vol. III, Cagliari 2011.

Confronto testi: Confronto testi di Teologia Biblica

(Prof. Andrea Secci) (ECTS 2)

Il Corso si propone di far esercitare gli studenti alla lettura, al riconoscimento ed allo studio di due specifiche tipologie di testi biblici: le parabole (per quanto riguarda il Nuovo Testamento – specificamente i Vangeli) ed i cosiddetti testi di “rib” o controversie giuridiche (per quanto riguarda l’Antico Testamento – soprattutto i libri profetici). Posta un’iniziale presentazione di ciascuna tipologia di testo, verrà chiesto ai partecipanti di cimentarsi nello studio di determinate pericopi. Le ore del Corso saranno caratterizzate in parte da lezioni frontali, in parte da presentazioni/discussioni a carico degli studenti.

Bibliografia:
La bibliografia verrà indicata durante il corso.

Giornata interdisciplinare – Convegno

Giornata interdisciplinare – Convegno (ECTS 2)

Durante l’anno Accademico è richiesta la partecipazione ad un Convegno o ad una Giornata interdisciplinare, organizzati o autorizzati dall’Istituto e/o dalla Pon- tificia Facoltà Teologica. La partecipazione ai Convegni/Giornate Interdisciplinari non organizzati dall’Istituto o dalla Pontificia Facoltà Teologica, deve essere ac- compagnata da un “Attestato” dal quale si evinca: l’autorevolezza dell’emittente, l’argomento (affine all’orizzonte teologico), la quantità oraria, i nomi dei relatori. L’Attestato sarà poi conservato nel fascicolo dello studente. Questi deve poi pre- sentare – entro l’anno accademico in Corso – una relazione scritta sul Convegno/ Giornata interdisciplinare, di dieci-quindici pagine, che possibilmente mostri an- che come egli colloca quella esperienza nel suo percorso accademico. Tale relazio- ne sarà poi valutata da un docente, nominato dal Direttore dell’ISSR.

Nel presente anno accademico sarà accreditata come Giornata interdisciplinare la partecipazione alla parte teorica del Laboratorio di Iconografia (possibile anche per chi avesse f requentato il Laboratorio nel precedente AA).

Tesi di Laurea Magistrale in Scienze Religiose

Per il conseguimento del secondo grado accademico di Laurea magistrale in Scienze religiose, si richiede la presentazione in Segreteria della Tesi scritta che sarà successivamente discussa.
Lo studente componga un Elaborato scritto (Tesi di Laurea Magistrale) che mostri la competenza maturata nell’indirizzo di specializzazione prescelto. L’Elaborato scritto dovrà essere svolto con taglio monografico e benché non si esiga che apporti nuovi contributi alle scienze teologiche, dovrà essere svolto con originalità nella scelta e formulazione del tema, nella sua impostazione, nella elaborazione critica della documentazione, rispettando i corretti criteri formali relativamente alla struttura logica, all’esattezza delle citazioni della bibliografia utilizzata e del corredo documentale. Il lavoro finale dovrà quindi mostrare l’abilità dello studente a muoversi con correttezza dal punto di vista scientifico nell’affrontare l’argomento scelto.

Ampiezza: di norma l’Elaborato scritto non sia inferiore alle 50 cartelle (foglio A4; corpo 12 Times New Roman; interlinea 1,5; margine superiore e inferiore cm 2,5; margine laterale sinistro cm 3; margine laterale destro cm. 3,5) e non superi le 120.

Scelta del tema e sua approvazione: lo studente che intende conseguire la Laurea magistrale in Scienze Religiose entro il termine del secondo anno istituzionale dovrà:
a) concordare il tema della tesi con uno tra i docenti dell’Istituto (Moderatore) stabili o incaricati o anche, con il Nulla Osta del Direttore, tra i docenti invitati, e presentarne in triplice copia lo schema in segreteria almeno sei mesi prima della discussione ed in ogni caso non oltre il 30 giugno del secondo anno accademico del II ciclo;
b) lo schema deve prevedere: il titolo, l’articolazione di massima delle sezioni, la bibliografia generale di riferimento, una breve presentazione. Nel suo complesso lo schema non deve superare le tre cartelle dattiloscritte. Esso dovrà inoltre recare la firma dal Moderatore.
c) Il tema così presentato dovrà ottenere l’approvazione da parte di un altro docente (Revisore) designato dal Direttore tra i docenti dell’Istituto. Il Revisore dovrà comunicare in segreteria la sua approvazione entro dieci giorni dal momento della propria designazione.

Consegna e discussione:
a) ottenuta l’approvazione dello schema, lo studente consegni in segreteria, in triplice copia, il proprio elaborato (che avrà compilato sotto l’assidua guida del proprio Moderatore di cui si presume l’implicita approvazione al momento della consegna) un mese prima dell’inizio della sessione degli esami durante la quale lo si intende discutere.
La procedura di consegna della tesi si intende perfezionata solo dopo che venga depositato in Segreteria il libretto accademico e si effettui il versamento dovuto come tassa per “diritti amministrativi”.
b) Entro un mese dal momento della consegna dell’elaborato in Segreteria, il Revisore è tenuto ad esprimere il suo giudizio. Tale giudizio dovrà riguardare il rispetto delle finalità generali e della natura dell’elaborato, secondo quanto prescritto al §1, nonché la conformità rispetto allo schema presentato in Segreteria. Supposto il parere positivo, entro questo lasso di tempo il Revisore consegni allo studente e al Moderatore un elenco di cinque temi fondamentali trattati nella tesi che saranno oggetto di discussione all’interno della presentazione finale dell’elaborato.

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